Global Carbon Budget 2025 · medie 2015–2024

Il carbonio che resta

La curva di Mauna Loa non misura quanto emettiamo. Misura quanto avanza dopo che oceani e vegetazione hanno assorbito la loro parte. Ogni anno ne assorbono circa la metà, gratis.

Le unità di questa pagina. GtCO₂ = miliardi di tonnellate di CO₂. ppm = molecole di CO₂ ogni milione di molecole d'aria. Pozzo = ciò che toglie CO₂ dall'aria: l'oceano e la vegetazione. Medie 2015–2024 del Global Carbon Budget 2025.

40,9GtCO₂ / anno Emesso: fossili più uso del suolo
11,8GtCO₂ / anno Assorbito dall'oceano
8,7GtCO₂ / anno Assorbito dalla vegetazione
20,4GtCO₂ / anno · 2,6 ppm Resta in aria: ciò che la curva misura
ppm

La curva di Mauna Loa

Concentrazione media mensile di CO₂ all'osservatorio di Mauna Loa, sulle Hawaii, dal 1959 a oggi. L'oscillazione annuale è la respirazione della vegetazione dell'emisfero nord: massimo a maggio, minimo a fine settembre.

La CO₂ sale, e sempre più in fretta

Mauna Loa, 1959–oggi. Linea sottile: medie mensili; linea spessa: media annua; i punti segnano i valori di riferimento.

Come leggerla. L'asse verticale parte da 305 ppm, non da zero: si vede la pendenza, che è l'informazione. Il dente di sega è la stagione, non il rumore.
Approfondisci: la velocità per decennio, e quanto era caldo
Velocità di crescita per decennio, e quanto era caldo
Periodoppm / anno°C sul 1850–1900Nota
1960–19690,86+0,16Il decennio di partenza del confronto
1970–19791,28+0,23
1980–19891,61+0,43
1990–19991,51+0,56Unico decennio in calo: eruzione del Pinatubo (1991), crollo sovietico
2000–20091,97+0,74
2010–20192,42+0,97
2016–20252,56+1,18≈ 3 volte gli anni '60
ppm / anno

Gli ultimi dieci anni, da vicino

Sulla curva lunga un singolo anno non si distingue. Qui sì: e si vede che gli anni in cui la CO₂ è salita di più, 2016, 2023 e 2024, sono gli stessi anni in cui il pianeta è stato più caldo.

Gli anni caldi sono gli anni in cui sale di più

Gli ultimi dieci anni, tre pannelli sullo stesso asse dei tempi. Sopra: medie mensili di Mauna Loa (linea sottile), la salita di fondo tolto il respiro stagionale delle piante (linea spessa) e le medie annue (punti). Al centro: di quanto è cresciuta la CO₂ in ciascun anno, dal 1° gennaio al 31 dicembre; le barre piene sono gli anni sopra la media. Sotto: la temperatura globale dello stesso anno.

Gli anni in cui la CO₂ cresce di più sono gli anni caldi: 2016, 2023, 2024. Non è la temperatura a produrre la CO₂ in più: è El Niño, il riscaldamento periodico del Pacifico, che scalda il pianeta e insieme secca i tropici, così la vegetazione assorbe meno. Finito El Niño, nel 2025 la crescita è tornata a 2,2 ppm.
°C

E allora? Cosa fanno quei ppm

Finora abbiamo contato molecole. Più CO₂ in aria significa meno calore che riesce a uscire verso lo spazio: questo è lo stesso grafico di prima, misurato in gradi.

Il pianeta si è già scaldato di circa 1,3 gradi

Di quanto ogni anno è stato più caldo della media 1850–1900, terre e oceani insieme (NOAAGlobalTemp). È la stessa base a cui si riferisce l'obiettivo di 1,5 °C.

Il limite di Parigi si misura sulla media di un decennio. Un anno sopra 1,5 °C non è «aver sforato»: l'Accordo guarda la media su dieci anni, oggi a 1,18 °C. Un singolo anno caldo può essere spinto da El Niño, come il 2024; un anno più fresco non riporta indietro niente, come il 2025: è lo stesso rientro post-El Niño che si vede nella CO₂, e la tendenza di fondo non è cambiata. Il budget nel riquadro dei dati è quanto possiamo ancora emettere per avere una probabilità del 50% di restare sotto 1,5 °C: 170 GtCO₂ dall'inizio del 2026, meno i mesi già trascorsi.Il 2025 è più fresco del 2024, e non è una buona notizia. È lo stesso rientro post-El Niño che si vede nella CO₂: la tendenza di fondo non è cambiata.
Approfondisci: i termometri non sono d'accordo, e non c'è solo la CO₂

Un decimo di grado di disaccordo fra i termometri

Questa pagina usa NOAAGlobalTemp. Altre serie autorevoli — ERA5 di Copernicus, HadCRUT del Met Office, Berkeley Earth — danno per il 2024 valori fra 1,5 e 1,6 °C (ERA5 1,60; la sintesi dell'Organizzazione meteorologica mondiale 1,55). La stessa serie NOAA, nella versione precedente, dava 1,46: la revisione del 2025 ha abbassato i valori recenti di qualche centesimo. La differenza nasce da come ciascuna copre le zone senza stazioni, soprattutto l'Artico, e da come stima il periodo preindustriale, per il quale le misure sono poche. Quando si legge «abbiamo superato 1,5 °C», vale la pena chiedersi con quale righello.

E non c'è solo l'anidride carbonica

CO₂ 425,6 ppm media globale NOAA, +52% sul preindustriale; Mauna Loa, più a nord, segna un po' di più
Metano · CH₄ 1936 ppb ppb = parti per miliardo · +168% sul preindustriale (722)
Protossido · N₂O 338,9 ppb +26% sul preindustriale (270)

Il metano è molto più raro ma, molecola per molecola, trattiene molto più calore della CO₂ nel breve periodo; in compenso si degrada in una decina d'anni, mentre una frazione della CO₂ resta per secoli. È il motivo per cui tagliare il metano fa effetto in fretta e tagliare la CO₂ fa effetto per sempre: servono entrambe le cose, e non sono intercambiabili.

GtCO₂ / anno

Dove finisce quello che emettiamo

Il bilancio globale del carbonio ha due lati. A sinistra quello che immettiamo, a destra le tre destinazioni possibili. Solo la terza si vede nella curva.

Metà di quello che emettiamo sparisce in oceano e vegetazione

Bilancio globale del carbonio, media annua 2015–2024, in miliardi di tonnellate di CO₂. Fossili al netto della piccola quota che il cemento riassorbe. 1 ppm = 7,78 GtCO₂.

I baffi sotto i blocchi sono l'incertezza. Il pozzo terrestre vale 8,7 GtCO₂ ma è noto entro ±2,9, un terzo; l'oceano lo conosciamo il doppio meglio. Sulla media del decennio il bilancio chiude; nel singolo anno no, e il 2024 è il caso più vistoso.
Il bilancio in cifre, media 2015–2024
Global Carbon Budget 2025, medie 2015–2024 convertite in GtCO₂
VoceGtCO₂/annoppm equiv.Quota
Fossili e cemento (netto)35,94,6188%
Uso del suolo5,00,6412%
Totale emesso40,95,26100%
Pozzo oceanico11,81,5229%
Pozzo terrestre8,71,1221%
Totale assorbito20,52,6350%
Resta in atmosfera20,42,6250%
Squilibrio (media del decennio)≈0
ppm

Il lavoro che i pozzi hanno già fatto

Un modo per vedere quanto valgono oceano e vegetazione: disegnare dove sarebbe la curva se non avessero assorbito niente.

Senza i pozzi saremmo a 574 ppm, non a 427

La curva tratteggiata somma al valore del 1959 tutte le emissioni cumulate da allora. La differenza fra le due linee è la CO₂ che oceani e vegetazione hanno tolto dall'aria, gratis, in sessantasei anni.

  • Osservato a Mauna Loa
  • Se nessun pozzo avesse assorbito
  • Quello che i pozzi hanno tolto
147 ppm di differenza. È più di quanto la concentrazione sia salita in tutto il periodo osservato. Detto altrimenti: dei circa 258 ppm che abbiamo immesso dal 1959, ne vediamo in aria 111 — il resto è nell'oceano e nella vegetazione. Il calcolo assume che tutte le emissioni fossero restate in atmosfera; è un confronto contabile, non una simulazione del clima che ne sarebbe seguito.
ppm / anno

Perché il 2024 dipende da dove guardi

Nel 2024 le emissioni sono cresciute di circa l'1%. A Mauna Loa la CO₂ è salita quanto l'anno prima; nella media globale ha fatto il salto più grande da quando la serie esiste, il 1980. Non è una contraddizione: sono due strumenti diversi, e un singolo anno non basta per giudicare.

Lo stesso anno, misurato in due modi

Tasso di crescita annuo della CO₂. Mauna Loa è un singolo osservatorio nel Pacifico; la media globale è calcolata su stazioni lontane da città e industrie, combinate in modo che ogni fascia del pianeta pesi quanto la sua superficie.

  • Mauna Loa
  • Media globale
Nel 2023 Mauna Loa correva più del pianeta, nel 2024 il contrario. Un singolo osservatorio risente di come i venti gli portano l'aria: è ottimo per vedere la tendenza lunga, meno per giudicare un singolo anno. Quando si cita «il 2024 ha fatto X ppm», va detto quale delle due misure si sta usando.
Approfondisci: il 2024 che non torna, e com'è finita nel 2025

Per il 2024 il bilancio non torna: sommando quanto è finito in aria, in mare e nella vegetazione si ottiene più di quanto risulti emesso, con uno scarto di 6 GtCO₂, il più negativo della serie. Il Global Carbon Project lo pubblica come voce a sé. Nel 2025 la crescita è scesa a 2,23 ppm a Mauna Loa e 2,06 nella media globale, e la stima preliminare del Global Carbon Budget indica che il pozzo terrestre è tornato alla forza di prima. L'anomalia era un'oscillazione, non una rottura: costruire una tesi sul solo 2024 sarebbe imprudente in entrambe le direzioni.

GtCO₂ · t/persona · %

Chi emette, in tre letture diverse

Sono tre domande distinte e danno tre risposte distinte. Servono tutte e tre: chi emette di più oggi, chi emette di più a testa, e chi ha riempito la vasca.

Un terzo delle emissioni viene dalla Cina. A testa e nel cumulato, la classifica cambia

Emissioni da fossili e cemento, escluso l'uso del suolo (Global Carbon Budget 2025 via Our World in Data). Ogni pannello ha la sua scala: confronta le posizioni, non le lunghezze fra pannelli.

Nel 2024

miliardi di tonnellate di CO₂ e quota sul totale mondiale

Cina
12,2931,8%
Stati Uniti
4,9012,7%
India
3,198,3%
UE 27
2,436,3%
Russia
1,784,6%
Aereo e navaleinternazionale
1,193,1%
Giappone
0,962,5%
Italia
0,300,8%
Resto del mondocirca 190 paesi
11,5529,9%

Per persona, 2024

tonnellate di CO₂ all'anno per abitante

Stati Uniti
14,2
Russia
12,3
Cina
8,7
Giappone
7,8
UE 27
5,4
Italia
5,1
India
2,2

Cumulativo 1850–2024

% del carbonio fossile totale mai emesso

Stati Uniti
23,5%
UE 27
16,3%
Cina
15,4%
Russia
6,6%
India
3,6%
Italia
1,4%
Totale mondiale 38,6 GtCO₂ nel 2024: la Cina da sola vale quasi un terzo, l'Italia meno dell'1%. Il cumulativo è la lettura che conta per il clima: la CO₂ emessa nel 1950 è ancora lassù. Quale numero citare: 38,6 sono i soli fossili di un anno; i 40,9 dell'apertura sono la media 2015–2024 con l'uso del suolo.
Approfondisci: da quali combustibili e da quali usi
Da dove arriva la CO₂ fossile · mondo 2023 (combustibili: Global Carbon Budget; usi finali: stime IEA)
Per combustibileQuotaPer uso finaleQuota
Carbone41%Elettricità e calore40%
Petrolio32%Trasporti23%
Gas naturale21%Industria (diretta)19%
Cemento4%Edifici9%
Altro, incluso il gas bruciato ai pozzi (flaring)2%Altro9%
variazione 2000–2024

È «solo la Cina»?

No per il livello, in buona parte sì per la crescita. Sul totale attuale la Cina vale un terzo. Sull'aumento degli ultimi venticinque anni vale circa due terzi, perché nel frattempo Europa e Stati Uniti sono scesi.

Dal 2000 la Cina spiega due terzi dell'aumento

Quanto è cambiato dal 2000 al 2024 il contributo di ciascuno, in miliardi di tonnellate di CO₂ all'anno.

  • Emissioni aumentate
  • Emissioni diminuite
Cina
+8,6
Resto del mondo e trasporti internazionali
+4,5
India
+2,2
Russia
+0,3
Giappone
−0,3
Stati Uniti
−1,1
Unione Europea
−1,2
Saldo netto mondiale +13,1 GtCO₂, da 25,5 a 38,6. La Cina copre da sola circa due terzi di quell'aumento netto.
1997–2012

Perché Kyoto non ha piegato la curva

Il protocollo non era progettato per fermare la crescita. E anche se avesse funzionato alla perfezione, la concentrazione sarebbe comunque salita.

Fra la firma e la fine del primo periodo, le emissioni sono salite del 43%

Emissioni fossili mondiali 1990–2024, in miliardi di tonnellate di CO₂. La fascia segna il periodo di impegno 2008–2012.

La vasca si riempie comunque. Sono i soli fossili, anno per anno. Kyoto vincolava un sottoinsieme di paesi a tagliare del 5%; fra il 1997 e il 2012 il resto del mondo è cresciuto di oltre il 60%, e i paesi senza vincoli hanno raddoppiato. L'unico calo visibile è il 2020, e non è merito di nessun trattato.
Approfondisci: la cronologia di Kyoto, e cosa ha lasciato
  • 1997
    Firma del protocolloObiettivo: meno 5,2% rispetto al 1990 per i soli paesi industrializzati, entro il 2008–2012. Cina, India e Brasile non hanno vincoli.
  • 2001
    Gli Stati Uniti non ratificanoIl primo emettitore del mondo all'epoca resta fuori. Il trattato copre meno di un terzo delle emissioni globali, quota in calo di anno in anno.
  • 2005
    Entrata in vigoreNel frattempo le emissioni globali sono già salite da 24,4 a 29,6 GtCO₂ rispetto all'anno della firma.
  • 2011
    Il Canada si ritiraPer evitare le sanzioni previste dal mancato raggiungimento dell'obiettivo.
  • 2012
    Fine del primo periodoI paesi vincolati centrano l'obiettivo, ma il grosso del calo viene dal crollo industriale ex sovietico dopo il 1991 e dalla delocalizzazione, non da politiche climatiche.
Da dire comunque

Kyoto non è stato inutile. Ha creato gli inventari nazionali, i sistemi di misura e verifica e i mercati del carbonio, incluso quello europeo dei permessi di emissione (ETS). È l'infrastruttura su cui si è poi costruito l'Accordo di Parigi. Ma il suo effetto misurabile sulla curva di Mauna Loa è sostanzialmente nullo: proprio negli anni di Kyoto la concentrazione ha continuato ad accelerare, da 1,5 a 2,0 ppm all'anno fra gli anni '90 e il decennio successivo. Cosa piegherebbe la curva: emissioni nette zero, non emissioni ridotte. È l'obiettivo che l'Accordo di Parigi ha poi fissato per la metà del secolo.

in breve

Cinque cose da portare via

Se di questa pagina resta una schermata, che sia questa. I numeri qui sotto si aggiornano con quelli delle sezioni precedenti.

  1. La CO₂ in aria è a 427,35 ppm, il 53% sopra il livello preindustriale, e sale di circa 2,6 ppm all'anno: tre volte più in fretta che negli anni '60.
  2. Ogni anno emettiamo circa 41 miliardi di tonnellate; metà sparisce in oceano e vegetazione. La curva misura solo l'altra metà. Senza i pozzi saremmo a 574 ppm invece di 427.
  3. Il pianeta si è scaldato di +1,29 °C nell'ultimo anno, +1,18 di media nell'ultimo decennio. Il limite di Parigi, 1,5 °C, si misura sulla media di un decennio: non è ancora superato, ma restano circa 140 GtCO₂ di margine, meno di quattro anni di emissioni.
  4. Gli anni caldi sono gli anni in cui la CO₂ sale di più. Nel 2023 e 2024 El Niño ha indebolito la vegetazione e la crescita è arrivata a 3,3 ppm. Un singolo anno non fa tendenza, in nessuna direzione.
  5. Chi emette dipende dalla domanda. Oggi la Cina emette un terzo del totale, ma uno statunitense emette una volta e mezza un cinese a testa, e in centosettant'anni Stati Uniti ed Europa hanno riempito la vasca più di tutti. Ridurre non basta: per fermare la salita servono emissioni nette zero.
note

Fonti, conversioni e incertezze

Approfondisci: conversioni e due misure da non confondere

Conversioni usate in questa pagina

1 ppm = 2,124 GtC = 7,78 GtCO₂
1 GtC = 3,664 GtCO₂

Due misure che non vanno confuse

Il tasso di crescita NOAA è l'aumento fra il 1° gennaio e il 31 dicembre, calcolato sulla linea spessa dei grafici, quella senza il respiro stagionale. La differenza fra medie annue è un'altra cosa e dà numeri diversi: nel 2024, 3,33 ppm il primo, 3,53 la seconda. Inoltre Mauna Loa non è il pianeta: è un osservatorio a 3 400 metri nel Pacifico, mentre la media globale NOAA è calcolata su stazioni marine lontane da città e industrie, dove l'aria è ben mescolata, combinate in modo che ogni fascia di latitudine pesi quanto la sua superficie. Nel 2024 le due misure danno 3,33 e 3,76 ppm.

Le GtC (miliardi di tonnellate di carbonio) che compaiono nelle pubblicazioni scientifiche si convertono in GtCO₂ moltiplicando per 3,664: questa pagina usa sempre le GtCO₂.

Cosa è cambiato in questa pagina: il registro delle revisioni

La scienza del clima si corregge, e questa pagina fa lo stesso. Le voci più recenti sono in cima.

  • 13 settembre 2026
    Corretti i numeri del bilancio decennale e il contatore del budget. Una revisione indipendente ha riscaricato il CSV del Global Carbon Budget 2025 e trovato che le medie 2015–2024 in pagina erano state trascritte male: uso del suolo 5,0 e non 5,6, oceano 11,8 e non 11,6, vegetazione 8,7 e non 9,2, atmosfera 20,4 e non 19,7. Lo «squilibrio non spiegato» di 1,2 GtCO₂ sul decennio non esiste: è quasi nullo, mentre nel singolo 2024 vale −6 GtCO₂. Il budget residuo per 1,5 °C va contato dall'inizio del 2026, non del 2025: il contatore è passato da 98 a circa 140 GtCO₂. Aggiornati al 2024 anche i dati per paese.
  • settembre 2026
    Tolte le note di revisione della presentazione originale. La pagina era nata per verificare una slide esistente («425 ppm sul 2020», «3 volte più veloce», «decennio dopo decennio») e ne annotava gli errori sotto i grafici. Ora la pagina è la presentazione: i grafici sono corretti, le note correggevano qualcosa che il lettore non vede più. Quello che avevano di vero è rimasto nelle didascalie e nella tabella per decennio.
  • settembre 2026
    Aggiunto lo zoom sugli ultimi dieci anni. Sulla curva dal 1959 il salto del 2023–2024 non si vede: il nuovo grafico mostra i mesi recenti e, sotto, la crescita di ogni singolo anno. Anche questo si ridisegna con i dati NOAA letti in diretta.
  • settembre 2026
    Aggiornata al Global Carbon Budget 2025. Il pozzo terrestre è stato rivisto da 11,7 a 8,7 GtCO₂ all'anno e la quota che resta in atmosfera è salita dal 45% a circa il 50%: la revisione più consistente, dovuta sia ai nuovi dati sia allo spostamento del decennio di riferimento.
  • settembre 2026
    Corretta una sezione che mescolava due serie. La versione precedente parlava di un salto del 25% nella crescita del 2024. A Mauna Loa quel salto non c'è (3,32 contro 3,33 ppm); c'è nella media globale (2,70 contro 3,76). Erano due dataset diversi citati come se fossero uno.
  • settembre 2026
    Reso visibile lo squilibrio di bilancio. Nel singolo anno fonti e pozzi, misurati con metodi indipendenti, non sommano mai esattamente: il disaccordo è pubblicato come voce a sé.
  • settembre 2026
    Corretto il fattore di conversione da 7,82 a 7,78 GtCO₂ per ppm, che non era coerente con il valore in carbonio dichiarato accanto.

Cosa è solido e cosa no

Le emissioni fossili sono note entro circa il 5%. Il pozzo oceanico entro circa il 15%. Il pozzo terrestre e l'uso del suolo sono le voci peggio vincolate, con incertezze che in singoli anni superano il 50% del valore. Il bilancio non chiude mai esattamente: lo squilibrio residuo è pubblicato come voce a sé, e nel 2024 ha toccato −6 GtCO₂ (−1,7 GtC), il valore più negativo della serie.

Le cifre cumulative 1850–2024 riguardano il solo carbonio fossile. Includendo l'uso del suolo storico la classifica cambia in modo significativo.

Tutti i valori sono arrotondati per la leggibilità. Prima di citarne uno, verifica la cifra esatta sulla fonte primaria indicata sopra: le serie NOAA e il Global Carbon Budget vengono rivisti a ogni edizione.